Mattiacci, SEO specialist e consulente di Digital Marketing

Nell’era digitale in cui viviamo, il marketing online e l’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) giocano un ruolo fondamentale nel successo di qualsiasi impresa o iniziativa sul web.

Oggi condividiamo con voi l’intervista rivolta ad Antonio Mattiacci, consulente di digital marketing di grande esperienza, specializzato in SEO, strategie digitali, user experience e intelligenza artificiale. 

Con una passione contagiosa per il suo lavoro, ci guiderà attraverso il suo percorso professionale, condividendo preziosi consigli e prospettive sulla creazione di contenuti ottimizzati e coinvolgenti.

Continua a leggere per scoprire di più! 

– Qual è la sua professione e da quanto tempo la svolge?

Sono un consulente di digital marketing specializzato in SEO, Digital Strategy, user experience e AI. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace e mi stimola costantemente (fra update e rivoluzioni varie, faccio questo mestiere da molti anni – più o meno da quando Google decise di introdurre Penguin tra gli update del suo algoritmo). 

Ho lavorato in agenzia per anni dopodiché ho deciso di passare al lato oscuro della forza (la libera professione…). 

Attualmente collaboro come consulente con alcune agenzie italiane, brand, pmi, colleghi e sto portando avanti anche dei progetti personali come The Breaking Web (collettivo che ho fondato insieme ad altri 3 colleghi/amici da poco meno di un anno). 

– Qual è stata l’esperienza formativa e professionale più rilevante?

Ho studiato tanto e continuo a farlo tutt’oggi ma il confronto continuo, i test e le esperienze sul campo mi hanno fatto davvero crescere. Tra le tante, non ne escludo nessuna perché tutte hanno contribuito ad arricchirmi come professionista e come persona. 

Quello che mi ha sempre dato qualcosa in più sono stati sicuramente gli errori dai quali poter ripartire per crescere e migliorare. Non perché le soddisfazioni e i risultati positivi ottenuti non mi abbiano dato qualcosa, anzi. Fanno bene all’autostima e validano le nostre scelte strategiche. E questo ci fa bene! Ma, quando sbagli, hai delle opportunità di crescita ed apprendimento pazzesche. Saper comprendere dove si nasconde il collo di bottiglia, come risolverlo e che tipo di impatto può avere sulla rendita di un progetto web sono conquiste estremamente importanti per chi fa il nostro lavoro.

Ho lavorato per grossi brand, agenzie e piccole realtà ed ognuno ti lascia sempre qualcosa nel bene e nel male. Spesso si pensa che siano i grandi progetti ad arricchirti ma vi assicuro che non è così e, come al solito, dipende dal contesto. 

– Quali libri consiglia agli studenti che si stanno avvicinando all’analisi SEO e che vogliono approfondire la materia?

Ce ne sarebbero troppi ma ve ne cito solo alcuni per iniziare ad approfondire: 

  • Lean Startup (Eric Ries)
  • Data Driven Marketing (Federica Brancale)
  • Google Liquido (Giorgio Tave)
  • Keyword Research Avanzata (Alvise Canal)
  • Seo Audit Avanzato (Maltraversi, Sacheli, Prevosto)
  • Audience Personas (Massimo Giacchino)
  • Emotion Driven Design (Di Michele, Fiacchi)
  • Google Analytics 4 per chi inizia (Matteo Zambon)
  • Local Strategy (Luca Bove)
  • Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web (Andrea Saletti)
  • L’impresa come media (Cristina Maccarrone).

– Come intercettare attraverso Google l’utente durante il suo customer messy middle journey

Alla nostra domanda su come scrivere contenuti ottimizzati, Mattiacci fa un’importante premessa:

La SEO crea fondamenta solide per un progetto omnicanale e unisce gli ingranaggi di una strategia digitale. Lo specialista SEO lavora con diverse squadre (development, analytics, paid search, social media, copywriting, ecc.). Non scrive direttamente i contenuti, ma fornisce linee guida agli autori. Il contenuto è utile se soddisfa i bisogni degli utenti e diventa una risorsa nel settore di riferimento.

Gli step

Immaginando di aver già stabilito con un’analisi fatta in precedenza chi sono i nostri utenti in target, gli step per intercettare attraverso Google l’utente durante il suo customer messy middle journey, potrebbero essere questi:

  1. Identifica i bisogni manifesti e latenti legati alla tua nicchia attraverso un’analisi approfondita degli ecosistemi ad essa collegati (Google, Amazon, social, forum, ecc…) e dei trends di ricerca stagionali (Google Trends); 
  2. Stabilisci il tuo core topic (argomento principale della pagina/articolo/progetto) ed i suoi principali subtopic (argomenti correlati) per espanderlo il più possibile (evitando di andare off topic);
  3. Apri Google Chrome in modalità incognito usando un tool di geolocalizzazione (come I Search From o Local SERP Checker, per esempio) per impostare anche la località alla quale vuoi associare i risultati di ricerca. Digita la parola chiave principale del tuo progetto web (es. intelligenza artificiale siti) e osserva i risultati sulla prima pagina di Google, inclusi tutti formati presenti in serp, come correlati e people also ask. Registra i link dei risultati in prima pagina con i relativi focus semantici in un file Excel. Visita ogni risorsa organica per analizzare dettagli come contenuto (lungo, breve), presenza di immagini, video, recensioni e altro;
  4. Crea una mappatura degli intenti e dei bisogni manifestati dalla tua audience durante il proprio journey per spalmarli all’interno di un messy middle funnel (puoi farlo creando una mappa mentale e/o un file excel) e scegli le leve (e gli intenti) sulle quali puntare la tua comunicazione;
  5. Con i dati raccolti in fase di analisi e la mappatura abbozzata precedentemente, progetta un’esperienza di navigazione che coinvolga l’utente all’interno della risorsa che verrà creata (pagina web, per esempio) e tira fuori il briefing (le indicazioni) per redigere i contenuti che ne faranno parte (testo, immagini, video, ecc…).
  6. Monitora la pagina nel tempo. Valuta se il contenuto intercetta gli utenti e il loro interesse, misurando i KPI fissati in precedenza. Se il contenuto diventa utile e raggiunge l’obiettivo prefissato, avrai avuto successo.

– Come descriverebbe complessivamente l’esperienza avuta presso l’Academy?

In una parola, direi “bella”. In MW Digital Academy, mi sono trovato benissimo. Si respira aria di crescita e innovazione. 

E poi i ragazzi del corso sono stati fantastici: super curiosi, pieni di entusiasmo e desiderosi di imparare e mettere in pratica (mi hanno ricordato me quando ho iniziato…). Davvero complimenti!

Un insegnamento di valore

Siamo molto felici di aver ospitato il prof. Mattiacci preso la MW Digital Academy, avendo l’opportunità di vederlo rapportarsi con gli alunni e parlare di una materia per la quale nutre un vivo interesse.

Ci teniamo a ringraziarlo, per aver fornito agli alunni delle importanti competenze nel settore e per aver sostenuto la loro crescita. 

Se vuoi entrare a far parte anche tu dell’Academy, non ti resta che iscriverti ai nostri prossimi corsi in partenza!

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